Si intravede una prima breccia al freddo russo

La Russia europea è influenzata dalle correnti oceaniche miti ed umide, quale conseguenza di persistenti e forti venti di alta quota da ovest sud ovest (Jet Stream), che sono anche la causa del clima eccezionalmente mite nel settore europeo dell’Artico.

mappaLa catena dei Monti Urali è notoriamente la porta del freddo continentale verso la Russia europea. Attualmente su tutta la pianura sarmatica europea la temperatura è superiore alla media, così che a Mosca difficilmente scende sotto gli 0°C.

Nel nord est del continente nord americano è presente una possibile concausa dello straordinario clima mite europeo: qui sono attive potenti area di bassa pressione, che dopo aver lasciato il Canada orientale, acquisiscono energia nell’Oceano Atlantico, e raggiungono l’Europa nord occidentale intensissime.

Ciò disegna una struttura con forti ondulazioni semi stazionarie, ed in Europa attualmente persiste il versante mite ed umido. Per altro, circa due settimane fa abbiamo anche avuto anche un fortissimo anticiclone con matrice sub-tropicale.

Queste configurazioni vengono dette di blocco, e sono soggette a scarse variazioni nel tempo, ma tuttavia non sono eterne.

Alcuni cambiamenti si osservano per il lungo termine: le ultime proiezione dei vari global model indicano che il Jet Stream che soffia sulla Russia europea perderà vigore, e favorirà dopo l’Epifania l’uscita oltre gli Urali dell’Anticiclone Siberiano.

Le correnti nord atlantiche saranno molto, molto intense fin sino la metà di gennaio, ma con sempre maggiore difficoltà raggiungeranno la Russia, e potrebbero esser costrette, e lo conferma anche la previsione del Jet Stream, ad una rotta più meridionale (Mediterraneo).

Si consolida perciò la teoria che vedrà un modesto raffreddamento in Europa, ed un deterioramento, con maggiore frequenza, delle condizioni meteo in Italia.

Ma vi è un’ipotesi non vista dai modelli matematici. Quando il Mediterraneo centro occidentale è frequentato da depressioni (come da previsione), e quando in Russia si va stabilizzando l’anticiclone (idem), la porta per impulsi freddi orientali ha maggiori possibilità di concretizzarsi. D’altronde sono queste le condizioni ideali per freddo e neve sull’Italia.

Vi è da considerare una serie di incognite, però. Innanzitutto, la persistenza dell’anticiclone russo sarà fortemente insidiata dalle aggressioni da ovest delle correnti atlantiche. Queste saranno intense tutto gennaio, e forse anche febbraio.

In conclusione, difficilmente prima della metà di gennaio si potranno avere episodi freddi (gelo) in Italia, mentre una buona finestra temporale sembrerebbe quella tra metà gennaio e fine mese. Ma per ora tutto ciò è solo una linea di tendenza climatica.