La più gelida Epifania da 70 anni! Era il 1947

Si è trattato forse della Epifania più gelida che ci sia stata sulla nostra Penisola almeno dal Dopoguerra ad oggi. Il tutto nell’ambito di un inverno molto freddo, nevoso al Centro Sud nei mesi di Dicembre e Gennaio, nevoso invece al Nord Italia nel mese di Febbraio, quando, ai primi del mese, cadde oltre mezzo metro di neve a Torino e Milano.

Si è trattato forse della Epifania più gelida che ci sia stata sulla nostra Penisola almeno dal Dopoguerra ad oggi. Il tutto nell’ambito di un inverno molto freddo, nevoso al Centro Sud nei mesi di Dicembre e Gennaio, nevoso invece al Nord Italia nel mese di Febbraio, quando, ai primi del mese, cadde oltre mezzo metro di neve a Torino e Milano.

Già ai primi giorni di Gennaio un blocco anticiclonico si formò sulla Scandinavia, e correnti di aria fredda iniziarono ad affluire sulla nostra Penisola, tanto che il 1° Gennaio nevicò a Genova, e, successivamente, il 04 Gennaio Torino toccò una temperatura minima di -11,6°C.

Ma il 05 Gennaio una possente retrogressione proveniente dall’Europa Orientale, spinta dal Blocco anticiclonico Scandinavo, si mosse verso il Nord Italia, mentre contemporaneamente correnti atlantiche entravano dalla Spagna in direzione del Mediterraneo Centrale. In quota le isoterme sfiorarono i -20°C ad 850 hPa sull’Austria.

La mappa a 500 hPa del 6 gennaio 1947, si evidenzia l'alta pressione tra Russia e Scandinavia che pilota correnti freddissime dalla Russia verso l'Europa centrale. Mappa da infoclimat.fr su dati NCEP
La mappa a 500 hPa del 6 gennaio 1947, si evidenzia l’alta pressione tra Russia e Scandinavia che pilota correnti freddissime dalla Russia verso l’Europa centrale. Mappa da infoclimat.fr su dati NCEP

La perturbazione atlantica scivolò poi verso il Centro Sud, non prima però di avere provocato delle grosse nevicate a causa dello scivolamento dell’aria più umida al di sopra del grosso cuscino freddo dovuto all’invasione gelida da est.

La mappa a 850 hPa, in cui si evidenzia il nocciolo gelido sulle Alpi centro-orientali. Mappa da infoclimat.fr su dati NCEP
La mappa a 850 hPa, in cui si evidenzia il nocciolo gelido sulle Alpi centro-orientali. Mappa da infoclimat.fr su dati NCEP

A Trieste la temperatura scese fino a -11,6°C, valore che non verrà più toccato fino ai -14,6°C del Febbraio 1956; a Milano e Torino a -11°C, ed a Belluno a -18°C.

La temperatura scese fino a -20°C sulle pianure dell’Alessandrino, fino a -6,8°C a Genova, a -12°C a Venezia, a -27°C a Tarvisio, a -28°C a Dobbiaco, con una punta minima di -32°C sull’Altopiano di Asiago!

Si verifica una giornata di ghiaccio su tutta la nostra Penisola, comprese la maggior parte delle zone del Sud Italia: in Toscana nevica con 6-7°C sotto lo zero (a Lucca e Firenze cadono 10 cm di neve), nevica su tutta l’Emilia, l’Adriatico, la Puglia e la Campania (sia a Napoli che a Bari, con minima di -5°C), mentre a Roma cadono circa 6 cm di neve il giorno 6, ed un altro cm il giorno 7, con temperatura sotto lo zero tutto il giorno.

Il giorno 07 Gennaio Torino scese fino ad una punta minima di -18,5°C.

L’inverno 1946-47 proseguirà con la predominanza dell’Anticiclone Russo, che favorirà il mantenimento della neve al suolo sulle pianure della maggior parte d’Italia per quasi tutto il mese.

Temperature al suolo del 6 gennaio 1947, sulle Alpi orientali valori fino a quasi -30°C. Mappa da infoclimat.fr su dati ECA
Temperature al suolo del 6 gennaio 1947, sulle Alpi orientali valori fino a quasi -30°C. Mappa da infoclimat.fr su dati ECA

Pubblicato da Redazione Italia, a cura di Meteo Giornale.