Gennaio, sarà possibile la neve in pianura al Nord. Più freddo ovunque

La linea di tendenza tracciata dagli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici, indicano che non avremo l’Anticiclone sull’Italia e che saremo interessati dalle pulsazioni dal lato più meridionale del Vortice Polare.

freddo russo a gennaio freddofiliAd iniziare da Capodanno, le regioni del Nord Italia vedranno un calo generale delle temperature, con isoterme alla quota di 850 hPa che sarà inferiore a 0°C.

Questa condizione parrebbe confermata anche per tutta la prima decade di gennaio, con la possibilità, da confermare, di un ulteriore calo a fine periodo.

Attualmente le isoterme sono positive, ed oscillano dai +5 e gli +8°C, ma caleranno già nel corso delle festività natalizie per il transito della forte perturbazione atlantica.

Il catino padano inizierà a percepire la variazione termica sul finire di questa settimana, quando al transito di una nuova perturbazione porterà nevicate a bassa quota, ma non in pianura, con fiocchi di neve forse anche sulla zona di Torino per sabato sera.

Come si è vissuto anche lo scorso inverno, con le configurazioni sinottiche e termiche attese, la Val Padana genererà una condizione di omotermia verticale (scarse differenze termiche nei livelli medio bassi atmosferici), con un calo termico diffuso.

Al transito di perturbazioni Atlantiche, né conseguirà la possibilità di nevicate sino alla pianura per il settori occidentali e forse quelli centrali, della Val Padana. Questa esposta è una situazione al limite per la genesi di nevicate, perciò il margine di errore è alto, e potrebbe anche succedere che le precipitazioni siano pioggia con 1-2°C positivi anziché neve.

Il calo termico porterà temperature nella media stagionale al Centro e Sud Italia, dove, quantomeno nella prima decade di gennaio, il rischio di ondate di freddo sarà basso sino al 5, moderato tra il 5 ed il 10 gennaio. In quest’area, al transito delle perturbazioni si avranno precipitazioni nevose sui rilievi a media altezza.

In conclusione, tra il 5 ed il 10 gennaio, si potrebbero creare condizioni favorevoli per i primi travasi di aria continentale, non freddissima, dalla Russia verso l’Europa centrale, l’Iberia e poi l’Italia. Ma le correnti Atlantiche potrebbero inibirne gli effetti, e posticipare irruzioni d’aria gelida solo verso il termine del mese di Gennaio, quando è attesa una diminuzione severa della portata del flusso occidentale.