I “rulli di neve” in Inghilterra

Negli ultimi inverni, nelle Isole Britanniche hanno fatto la loro comparsa fenomeni di neve e di gelo le cui entità che erano stati dimenticati dalle popolazioni britanniche.

Davvero rigido è stato l’ inverno 2009/2010 sulle Isole Britanniche: dopo il mese di Dicembre più rigido dal 1996,  anche Gennaio il rinnova i fasti di un lontano passato oramai dimenticato.
Le miti Isole (durante la stagione invernale solitamente vengono attraversate dalle correnti atlantiche mitigatrici del clima), hanno tuttavia avuto in passato degli Inverni molto rigidi, anche se nell’ultimo ventennio gli episodi di neve e gelo sono stati piuttosto rari.

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la rara formazione dei “cilindri di neve” sulle campagne delle Isole Britanniche.

Gli ultimi inverni hanno sorpreso la popolazione, non abituata a vedere dei fenomeni insoliti, che sono maggiormente tipici in Scandinavia, Russia, Canada. Tra questi, meritano una citazione i “cilindri di neve”.

Le condizioni necessarie per lo sviluppo di questo fenomeno (non certo dovuto alla presenza di UFO come qualche incauto giornalista aveva inizialmente spiegato), sono la copertura nevosa piuttosto spessa nei campi aperti di piena campagna, la presenza del Sole, ed un vento piuttosto forte.

Il Sole, che riscalda la neve in superficie, la porta vicino al punto di fusione, tanto da renderla non più soffice ma piuttosto bagnata ed appiccicosa in un limitato strato superficiale (la neve è infatti un cattivo conduttore di calore, e quest’ultimo non si propaga negli strati nevosi più in profondità).

Il vento forte allora “strappa” questi strati di neve appiccicosa superficiale che tendono ad arrotolarsi sotto la spinta delle masse d’aria, formando così questi cilindri, e facendo venire allo scoperto la zona di neve polverosa sottostante.

La combinazione di uno strato spesso di neve e di venti forti è molto rara sulle Isole Britanniche.

E’ un ritorno al passato, quando gli inverni inglesi erano decisamente inclementi, tanto che il fiume Tamigi che scorre a Londra, nei periodi di maggior freddo, probabilmente in coincidenza con irruzioni d’aria dalla Siberia, gelava in superficie.