Le eruzioni in Islanda ed i problemi storici della popolazione locale

FREDDOFILI.IT; Mentre il vulcano Bardarbunga continua ad eruttare, e le scosse di terremoto ad essere sempre presenti ed a paventare rischi di una prossima e più intensa eruzione, possiamo osservare come, nel lontano passato, vulcani ed influenze climatiche abbiamo messo addirittura in forse la permanenza degli Islandesi sulla loro Isola!

L’Islanda infatti ha conosciuto un periodo florido attorno al X Secolo, grazie al riscaldamento climatico medievale.

Durante questo periodo, infatti, l’Isola ebbe oltre 60 mila abitanti, e venne colonizzata anche la parte settentrionale dell’Isola.

Tuttavia, i problemi per gli abitanti cominciarono a partire dal 1104, quando la grande eruzione del vulcano Hekla provocò l’abbandono della Valle de fiume Bjorsa, quella più popolata del Paese.

Il clima peggiorò rapidamente, portando anche fame, malattie e cattivi raccolti, ed anche l’avanzata glaciale della Piccola Età Glaciale rese i mari impescabili per la maggior parte dell’anno, per la presenza di ghiaccio marino attorno all’Isola.

La catastrofica eruzione vulcanica del Katla nel 1783 dette un colpo di grazia alla popolazione isolana.

Il vulcano eruttò l’8 Giugno del 1783, con una colonna di fumo alta almeno 15 km.

La polvere ed i gas velenosi portarono alla morte un quarto della popolazione isolana (circa 10 mila persone), nonchè la metà del bestiame, portando di nuovo povertà e carestia.

I funzionari presero in considerazione la possibilità di evacuare l’Isola!

Si tratta dunque di un rapporto piuttosto difficile, quello tra la popolazione islandese ed i vulcani, anche se l’attività vulcanica offre anche, con le sue sorgenti di acqua calda, la possibilità di avere serre, piscine, riscaldamento ed energia gratuita, presentando quindi anche dei lati positivi.

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