I cannoni sparaneve ed il loro funzionamento

cannoni neve - I cannoni sparaneve ed il loro funzionamento

Lungi dalle polemiche sulla sostenibilità del turismo invernale sulle montagne nei prossimi decenni, bisogna dire che i cannoni sparaneve sono assolutamente indispensabili per garantire il funzionamento delle stazioni sciistiche nei periodi di punta.


 

Prima dell’avvento di questi, c’erano stati molti problemi soprattutto all’inizio stagione, ai primi di Dicembre, e spesso anche nel periodo delle ferie natalizie sulle stazioni appenniniche; la produzione di neve artificiale è riuscita a porre rimedio, almeno in parte, a tali problematiche.

 

La scoperta della neve artificiale è avvenuta per caso, nel anni ‘40 in Canada, ma per avere il brevetto di una prima macchina sparaneve bisogna attendere un decennio, per poi creare un primo impianto di innevamento delle piste negli anni Sessanta.

 

Piancavallo è stata la prima stazione sciistica italiana ad introdurre i cannoni sparaneve nel 1970, ma successivamente, alcuni inverni con carenza di neve che si sono succeduti a partire dagli anni Ottanta e Novanta, ha fatto si che tali impianti si diffondessero un po’ in tutte le stazioni alpine ed appenniniche italiane.

 

La produzione della neve artificiale è decisamente ecologica, almeno come principio, in quanto risulta essere una semplice miscela di aria compressa ed acqua, senza utilizzo di sostanze chimiche.

Quando si verificano le giuste condizioni meteorologiche (generalmente temperatura esterna al di sotto dello zero e tasso di umidità basso), viene creata in una camera di compressione questa miscela aria – acqua, che viene sparata attraverso i famosi “cannoni” ad una certa altezza dal suolo.

 

Le temperature esterne basse fanno si che le minute goccioline d’acqua prodotte si congelino attorno ai nuclei di condensazione, generando cristalli di neve come fosse neve naturale.

Anche se le caratteristiche sono lievemente differenti, con una maggiore compattezza e densità, il processo imita quello naturale, e l’acqua utilizzata nel processo viene interamente immessa nel ciclo della natura, al momento dello scioglimento della neve.

 

Generalmente un cannone molto efficiente può produrre diversi camion di neve in una sola ora, con costi piuttosto ridotti (pochi euro di energia elettrica per metro cubo di neve prodotta).

 

Più importanti invece sono i costi di costruzione di questi impianti che necessitano anche di pompare acqua fino alle vette dove iniziano le piste da sci.

Tuttavia, al momento i cannoni sparaneve si sono rivelati uno strumento indispensabile per il mantenimento del turismo invernale, specialmente nella prima parte della stagione quando l’innevamento è incostante e spesso mancante.

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