Ghiacci polari: un elemento di controtendenza rispetto alle previsioni sul Global Warming!

Sta facendo piuttosto scalpore, nel mondo dei climatologi, questo grafico che è tratto dal Servizio Glaciologico Danese, e che illustra l’andamento per l’anno 2016 della superficie coperta dai ghiacci polari.

Si tratta, per la precisione, dei dati relativi alle superfici marine che sono coperte per almeno il 30% da ghiaccio.


In questo caso il ghiaccio polare sarebbe a livelli record per gli ultimi 10 anni, un livello che, a metà del mese di Febbraio, si presenta già oltre i massimi raggiunti dal 2005 ad oggi (la massima estensione dei ghiacci polari si raggiunge, solitamente, nei primi giorni di Aprile).

Questo grafico stride notevolmente con quello maggiormente propagandato, quello che mostra un’estensione di ghiaccio inferiore alla norma degli ultimi anni, con valori simili a quelli del 2012, in zone di concentrazione superiori al 15% di superficie gelata.

La differenza tra zone con 30% e zone con 15% è notevole, e potrebbe essere spiegata con la risoluzione dei satelliti e dei Pixels, che rende difficoltoso riconoscere le superfici congelate dalla linea costiera frastagliata, tra Groenlandia, Canada e Siberia.

Anche i differenti algoritmi di calcolo portano a risultati differenti a seconda dei centri di studio.

La cosa migliore resta sempre quella di paragonare i grafici agli anni precedenti, sempre nello stesso tipo di grafico.

Ricordando che un clima più mite invernale nella zona Artica, potrebbe dire una maggiore quantità di neve caduta, e quindi un maggiore effetto albedo, un raffreddamento delle acque superficiali ed una maggiore propensione al congelamento del mare.

Grafici da ocean.dmi.dk

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