Gli Inverni del 1607 e 1608

La Piccola Età Glaciale non fu un’epoca di continui inverni rigidissimi, ma semmai di un clima estremo e capriccioso, instabile, con “punte” di caldo seguite da colate gelide memorabili.

Questa alternanza si verificava spesso anche di anno in anno, e la riprova la si può trovare nei due incredibili inverni del 1607 e 1608.

Il 1606-07 fu un inverno mitissimo in Europa.

In Svizzera gli alberi fiorirono già a Febbraio, in anticipo di 4 settimane

Gennaio e Febbraio furono caldi come in Maggio, la gente camminava con abiti estivi.

Il terreno non fu mai gelato o ricoperto di neve, in Svizzera, è ricordato come “l’anno senza inverno”.

A seguire, invece, ci fu il terribile inverno 1607-08!

Lungo e rigidissimo nella Francia Mediterranea, risulta lunghissimo anche in Veneto.

Qui il freddo durò circa tre mesi, e la neve cadde in tale quantità da mettere a rischio i tetti delle case, tanto che vi furono numerosi crolli.

Le strade rimasero bloccate, l’approvvigionamento dei viveri messo in crisi.

Anche a Bologna iniziò a nevicare il 23 Dicembre, e la neve rimase fino a metà Febbraio.

Per 50 giorni le carrozze non poterono circolare in città, per gli immensi accumuli di neve posti sulle vie.

A Londra una prima ondata di gelo colpì tra l’8 ed il 15 Dicembre; successivamente, a partire dal 22 dicembre, il freddo colpì tanto intenso da gelare completamente il Tamigi.

Vennero organizzate danze e feste sul fiume ghiacciato, si accesero dei fuochi, vennero costruiti negozi di barbieri e mescite di alcolici.

Il freddo durò per circa due mesi, con massimi effetti tra l’8 ed il 15 Gennaio.

Anche gli altri fiumi inglesi congelarono, tanto che a York fu organizzata una corsa di cavalli sull’Ouse, mentre sul Severn si arrostirono pecore e buoi.

Dunque, un’alternanza tutta particolare tra annate estreme di caldo e di freddo, e questo accadeva sovente durante quel capricciosissimo periodo, climaticamente parlando, della PEG!

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