Il gelido periodo 10-13 Gennaio 1985

Dopo il transito dell’intensa perturbazione proveniente dalla Scandinavia, che provocò le nevicate sul Centro Nord e parte del Sud Italia, il tempo si rimise al bello, ma, a causa dell’innevamento e dell’irraggiamento notturno, le temperature precipitarono a livelli mai visti da decenni.

Occorre fare una distinzione, a questo punto, tra le stazioni di montagna e quelle di pianura.

In montagna il grosso del freddo era oramai transitato, anche se la mattina del 10 Gennaio 1985 Dobbiaco registrò comunque -21°C, ma fu nelle pianure che il freddo raggiunse i suoi limiti assoluti.

Queste alcune minime del 10 Gennaio: Piacenza: -22°C, Brescia: -18°C, Novara: -17°C; Verona: -16°C, Forlì, Firenze e Perugia: -14°C.

E, il giorno successivo: Piacenza, Brescia e Padova: -19°C, Ferrara: -19,4°C, Bologna: -16°C, Rimini: -17°C; Forlì: -18°C, Pisa: -14°C; Firenze: -21,4°C, Grosseto: -12,4°C; Frosinone: -18,0°C, Rieti: -20°C, Potenza: -9,2°C; Piana del Fucino: -26,5°C.

Il 12 Gennaio si registrarono: -18,4°C a Piacenza, -18,7°C a Ferrara, -19,0°C a Forlì, -15°C a Cervia, -17°C a Rimini, -14°C a Pisa, -21°C a Firenze (ufficiale, anche se allora si parlò di ben -23,2°C), -20°C a Rieti, -26°C sulla Piana del Fucino.

Anche nella giornata del 13 Gennaio alcune località raggiunsero temperature minime polari, come Ferrara (-18,2°C), Rimini e Forlì (-16°C), Vicenza (-16,4°C), e Piacenza (-15,6°C).

Ma il tempo quel giorno cambiò rapidamente, ed iniziarono i giorni della “grande nevicata” al Nord Italia!