Gli effetti meteo dell’intrusione del vortice gelido in quota

Meteo estremo: dopo mesi e mesi di clima arido e mite, dopo un Inverno che però ha mostrato un’importante ondata di gelo che ha interessato l’Europa per circa 20 giorni, e la Russia europea con l’est del Continente per due mesi.

Dopo tanta siccità che si è vista in Italia, dove la temperatura è da ormai due anni almeno, eccetto brevi periodi, sopra la media, ecco un evento meteo che farà parlare di se sopratutto per gli effetti che produrrà.

Baldo alle ciance, un vortice a 500 hPa con isoterme fin quasi -40°C, isoterme a 850 hPa a -5°C sul Nord Italia non sono eventi meteo comuni dopo metà Aprile.

La mappa che vediamo qui sopra (GFS temperatura a 500 hPa) ben rappresenta il nucleo gelido in quota, che velocissimo si dirigerà verso il Nord Italia dalla notte tra martedì e mercoledì.

In genere un vortice d’aria fredda in quota è foriero di instabilità atmosferica, quindi in Aprile di rovesci e temporali.

Ed ecco le anomalie termiche alla quota di 850 hPa illustrate dal modello matematico ECMWF. Queste sottolineano differenze dalla media anche di oltre 12°C in libera atmosfera.

Gli effetti?

L’instabilità atmosferica genera rovesci, quindi temporali, ovvero precipitazioni a tratti violente, che trascinano verso il suolo l’aria fredda che è presente in quota. Questi possono produrre rovesci di neve molto al disotto dello zero termico.

Pertanto prevedere la quota neve non è semplice, perché a differenza dell’Inverno, in Primavera i fenomeni convettivi possono produrre spettacolari rovesci di neve, con ingenti accumuli di neve, gragnola e grandine in tempi brevissimi.

Va comunque detto che i fenomeni saranno più marcati nelle Venezie, dove si prospettano nevicate nella regione alpina ed poi in Appennino, oltre che nel settore adriatico.